Il Mirto
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Il Mirto: Tra Leggenda, Rituali e il Potere del Femminile nell'Antichità
Il Mirto è considerato una delle piante più cariche di leggenda nell'antica Roma. Fu proprio con il Myrthus che i Romani e i Sabini celebrarono la purificazione dopo il sanguinoso scontro legato al Ratto delle Sabine, un rito che sancì la fusione dei due popoli. Questo evento si svolse nel medesimo luogo in cui fu poi eretto il sacello dedicato a Venere Cloacina, la dea purificatrice la cui pianta sacra non poteva che essere il mirto.
Le Origini Greche e il Simbolo della Vittoria
Il nome botanico, Myrtus, ha radici nel greco Myrtos. I Greci utilizzavano i rami di mirto per creare le corone con cui onoravano i vincitori dei giochi elei. Questo costume deriva dal mito di Myrsinae, una giovane dotata di abilità atletiche senza pari. A causa della sua imbattibilità, gli atleti rivali la uccisero per gelosia. Commossa da questo atto, la dea Atena trasformò Myrsinae nella pianta che porta il suo nome, rendendo il mirto un duraturo simbolo di trionfo.
Profezia, Sacrilegio e Mutamento Culturale
Un'altra narrazione affascinante che circonda il mirto riguarda Myrtila, la profetessa dell'oracolo di Dodona. Quando i Beozi si prepararono per la guerra contro i Pelasgi dell'Attica, entrambe le parti consultarono l'oracolo. Myrtila diede ai Beozi una criptica risposta: "sarà un sacrilegio a darvi la vittoria". Sospettando un accordo con i nemici, i Beozi la catturarono e la immersero in un lebete colmo d'acqua bollente. Ritennero che, in questo modo, l'oracolo si sarebbe adempiuto.
Secondo studiosi come Mauritius, il tragico destino della profetessa non fa che evidenziare un passaggio cruciale nelle civiltà arcaiche: la modifica dell'uso dei vegetali dai metodi crudi a quelli di cottura.
Dalle Amazzoni alla Femminilità Sacra
Il mirto è strettamente associato anche a figure femminili guerriere e potenti, come testimoniano i nomi di Myrtò, Myrtine e Mirtilia. Myrtò, in particolare, fu il nome di una delle Amazzoni che sfidarono Teseo.
Il legame si rafforza con Myrina, la regina libica delle Amazzoni, celebrata da Diodoro Siculo per aver conquistato il popolo di Atlantide e aver raggiunto la Siria. Il suo nome le fu attribuito dagli dei e significa letteralmente "donna profumata di unguenti", un chiaro rimando all'olio essenziale aromatico ricavato dalle bacche del mirto. Inoltre, la Libia era tradizionalmente considerata il luogo d'origine della coltivazione del mirto. Questa forte connessione con le Amazzoni consolida il legame arcaico del mirto con la femminilità, spiegando perché fosse intrinsecamente la pianta sacra di Venere.
Ovidio, nelle sue Metamorfosi, aggiunge un ulteriore strato di simbolismo raccontando che Afrodite, nel giorno della sua nascita, emerse dal mare sulla spiaggia di Citera e si nascose dietro una pianta di Mirto per sottrarsi agli sguardi dei Satiri. Questo episodio fece del mirto un simbolo indiscusso di femminilità e modestia.
Riti e Tracce Archeologiche
L'importanza rituale del mirto è attestata fin dall'antichità:
• Un affresco risalente al XVI secolo a.C. lo raffigura chiaramente nel palazzo di Cnosso.
• La sua funzione funeraria è suggerita da un anello rinvenuto in Messenia, che mostra una donna nell'atto di deporre un ramo di mirto su una tomba.
• Una delle prime testimonianze sul suolo italico si trova in una olpe a figure nere (datata 520 a.C.) scoperta a Vulci, dove sono ritratti Efeso e Venere: il primo con un bastone e la dea con in mano un ramo di mirto.

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