Italia Donati
Vagando nel web per le mie ricerche e la voglia di conoscere storia e storie di donne ho trovato lei. Italia Donati.
Nasce in Toscana a Cintolese il 1° gennaio 1863 e morì suicida a Porgiano il 31 maggio 1886. Era la figlia di un fabbricante di spazzole, amava studiare era molto portata e desiderava diventare maestra elementare. Vittima di un tempo in cui lo studio era visto come una perdita di tempo e non necessario, figurarsi poi per una donna, supera l'esame di abilitazione nel 1882. Trova lavoro nel comune di Camporecchio dove il sindaco, suo datore di lavoro secondo la legge Coppino del 1877,comincia subito a molestarla. l'Uomo non accettando il rifiuto mette in giro la voce di averla baciata da li cominciò il suo calvario, una lettera anonima l'accusava di aver abortito illegalmente, perse il lavoro, fu indagata, fu additata, fu considerata una poco di buono e subì l'ostilità della comunità, il tutto solo per essersi rifiutata di subire le attenzioni non richieste di un uomo. Si dichiarò sempre innocente arrivando anche a offrirsi, e sopportare umilianti accertamenti fisici, per dimostrare la propria innocenza. Ma non servì a niente come non servì il suo trasferimento in un'altra scuola in un altro comune, l'onda della calunnia l'aveva seguita. Il 31 maggio 1886 scrive una breve biglietto d'addio ai suoi genitori discolpandosi di tutto e dichiarandosi innocente. Al fratello scrive una lettera in cui gli chiede di far eseguire accertamenti sul suo cadavere per dimostrare la sua innocenza e far recuperare cosi l'onore perduto alla famiglia. La notte del 31 maggio, dopo aver fermato la gonna con due spille da balia per non farsi ritrovare con le gambe scoperte, si butta da un dirupo nel fiume Rimaggio. Non venne neppure seppellita secondo la sua volontà ,uno perché era suicida, secondo per gli scarsi mezzi della famiglia. Quando venne resa pubblica la prova della sua innocenza (perché l'autopsia fu fatta) il paese in cui era nata e cresciuta, promosse una sottoscrizione per una sepoltura nel proprio cimitero, la cerimonia si svolse il 4 luglio dove parteciparono alti dignitari e una folla di popolo, tanti ipocriti direi. Questa vicenda anche se avvenuta sul finire del'800 purtroppo è ancora tristemente attuale. Voglio sottolineare la disparità di potere e sulla facilità con cui una donna potesse essere rovinata da una calunnia maschile in quell'epoca. Ma adesso è diverso?
Questa povera ragazza prima di gettarsi nel fiume si preoccupa addirittura di non farsi trovare con la gonna alzata, mostrando una dignità che cercava di mantenere anche nel suo ultimo, disperato gesto. L'ipocrisia sociale dimostrata da una grande affluenza alle sua seconda sepoltura, sottolinea il dramma della riabilitazione postuma e il peso di una società che condanna senza prove ma celebra solo dopo l'evidenza inconfutabile. E mi domando, adesso è diverso?.
Il contesto dell'epoca rende il caso di Italia Donati emblematico di un'epoca in cui la parola di una donna valeva molto meno di quella di un uomo, soprattutto in contesti di accusa morale. La reputazione femminile era un bene fragilissimo, facile da distruggere e quasi impossibile da recuperare una volta macchiata, indipendentemente dalla verità.
"Perché la sua parola non è bastata" questo è il cuore del problema. Mostra la totale assenza di giustizia per Italia, che è stata vittima non solo di un uomo malvagio, ma anche di un sistema sociale e legale che non le ha offerto alcuna protezione. La riabilitazione avvenuta solo dopo la morte e la prova materiale è un triste commento su quanto fosse difficile per una donna ottenere giustizia basandosi solo sulla propria integrità. E mi ridomando adesso è diverso?
Ho la risposta nella mia mente ma non la voglio scrivere perché non abbiamo fatto grandi passi avanti, ma solo piccoli passettini.
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