L'Immortalità Cinematografica: Nascita e Retroscena de "Il Gattopardo" di Visconti 🎬
Con quest'ultimo post si conclude la nostra serie su Il Gattopardo. Oggi ci concentriamo sulla sua iconica trasposizione cinematografica del 1963, diretta da Luchino Visconti, che non solo vinse la Palma d'Oro al 16º Festival di Cannes, ma divenne un pilastro del cinema mondiale.
La Scelta della Regia
L'enorme successo editoriale del romanzo di Tomasi di Lampedusa spinse il produttore Goffredo Lombardo, patron della Titanus, ad acquistarne i diritti nel 1958. La regia fu inizialmente affidata a Mario Soldati e poi a Ettore Giannini.
Tuttavia, Lombardo licenziò entrambi per divergenze sulla realizzazione della pellicola, scegliendo infine Visconti. In particolare, Giannini aveva scritto una bozza di sceneggiatura che si focalizzava troppo sulle vicende risorgimentali, mettendo in ombra la storia d'amore centrale tra Tancredi e Angelica e, di fatto, allontanandosi dalla filosofia del romanzo.
Per questo motivo, Lombardo, con la mediazione di Visconti, incaricò un nuovo team di sceneggiatori (Suso Cecchi D'Amico, Pasquale Festa Campanile, Enrico Medioli e Massimo Franciosa) di scrivere una sceneggiatura più fedele. Ettore Giannini, profondamente offeso, si ritirò permanentemente dal mondo del cinema.
Lavorazione e Costi Colossali
La lavorazione del film fu intensa, richiedendo quindici mesi di lavoro e sforando ampiamente il budget previsto. Le riprese iniziarono a fine dicembre 1961, con il primo ciak il 14 maggio 1962. Visconti, insieme allo scenografo Mario Garbuglia e a Gioacchino Lanza Tomasi (figlio adottivo dell'autore), aveva già effettuato un lungo sopralluogo in Sicilia.
Il produttore Lombardo, preoccupato per i costi crescenti, tentò di richiamare Visconti a una maggiore parsimonia, ricevendo in risposta la celebre e intransigente dichiarazione del regista:
"Lombardo, io questo film lo posso fare solo così. Se vuole, mi può sostituire."
Le Location Siciliane (e non solo)
Visconti curò maniacalmente ogni dettaglio per ricreare la Sicilia del 1860, anche se questo richiese l'utilizzo di diverse location e profonde alterazioni:
• Palermo: Intere piazze (come Piazza San Giovanni Decollato e Piazza della Marina) furono riportate indietro nel tempo: l'asfalto fu coperto di terra battuta e i moderni pali della luce vennero eliminati.
• Palazzo Salina: Per le scene iniziali fu utilizzata Villa Boscogrande, nei pressi di Palermo, poiché le condizioni del vero Palazzo Salina non ne consentivano l'uso.
• Donnafugata: Anche la residenza estiva, che nel romanzo sostituisce Palma di Montechiaro, fu ricreata altrove, con il paese di Ciminna (dove Visconti si infatuò della Chiesa Madre) e Palazzo Chigi di Ariccia che ospitò gran parte delle riprese interne.
• Il Ballo Finale: La sontuosa e cruciale scena del ballo fu ambientata nel Palazzo Valguarnera-Gangi di Palermo, con una complessa coreografia affidata ad Alberto Testa.
Il film fu presentato in anteprima al cinema Barberini di Roma il 27 marzo 1963, consacrando l'opera di Tomasi di Lampedusa all'immortalità cinematografica.

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